L'argento è un metallo brillante e versatile, molto utilizzato nella realizzazione di gioielli. Con il tempo, però, può scurirsi, perdere lucentezza o ricoprirsi della tipica patina nera. È un fenomeno normale e non significa che il gioiello sia di scarsa qualità. Vediamo perché succede, come prevenirlo e soprattutto come pulire i gioielli in argento a casa senza rischiare di rovinarli.
L'argento è uno dei metalli più utilizzati in gioielleria. È luminoso, relativamente facile da lavorare e permette di realizzare praticamente ogni tipo di gioiello, con un costo decisamente inferiore rispetto all'oro.
Ha però una caratteristica che prima o poi diventa evidente a chiunque possieda un gioiello in argento: con il tempo può scurirsi e annerire. Profumi, creme, cosmetici, sudore e alcune sostanze presenti nell'ambiente possono accelerare questo fenomeno, ma anche un gioiello conservato e mai indossato può cambiare colore nel tempo.
La buona notizia è che nella maggior parte dei casi non c'è nulla di irreversibile. Una normale pulizia è spesso sufficiente per restituire all'argento gran parte della sua brillantezza. Bisogna però distinguere tra semplice sporco, annerimento della superficie, graffi e usura di eventuali dorature o rodiature: sono problemi diversi e richiedono interventi diversi.
Come evitare che l'argento diventi nero?
Non esiste un sistema per impedire definitivamente all'argento di scurirsi, ma alcune semplici abitudini possono rallentare molto il processo.
La prima è mantenere pulita la superficie del gioiello. Dopo averlo indossato è sufficiente passarlo delicatamente con un panno morbido e pulito, come una pezzuola in microfibra. In questo modo si eliminano buona parte dei residui lasciati dalla pelle, dal sudore e dai cosmetici prima che rimangano a lungo sulla superficie.
È utile anche evitare il contatto diretto con profumi, lacche e creme. Una buona abitudine è indossare i gioielli solo dopo aver applicato questi prodotti e averli lasciati asciugare. Lo stesso vale quando ci si prepara a toglierli: riporli puliti e asciutti aiuta a conservarli meglio.
Quando non vengono utilizzati, soprattutto per lunghi periodi, è preferibile conservare i gioielli separatamente in un luogo asciutto. Tenerli tutti insieme può inoltre favorire piccoli graffi causati dallo sfregamento tra un oggetto e l'altro.
Come pulire i gioielli in argento a casa
Per la normale pulizia di un gioiello in argento non servono prodotti particolarmente aggressivi. Nella maggior parte dei casi sono sufficienti acqua tiepida, poco sapone delicato e un panno morbido.
Prepara dell'acqua tiepida, indicativamente intorno ai 30-40 °C, e aggiungi una piccola quantità di sapone neutro. Non è necessario utilizzare acqua molto calda: oltre a non offrire particolari vantaggi nella pulizia, su gioielli con pietre incollate, smalti o altri elementi applicati potrebbe creare problemi.
Lascia il gioiello a contatto con l'acqua solo per il tempo necessario alla pulizia e strofinalo delicatamente con le dita o con un panno morbido. Per raggiungere cavità, lavorazioni e zone difficili si può utilizzare uno spazzolino con setole molto morbide, senza esercitare una pressione eccessiva.
Questo passaggio è particolarmente utile nei gioielli con pietre, perché polvere, creme e residui possono accumularsi anche nella parte inferiore dell'incastonatura. Non sempre, quindi, è il metallo ad aver perso brillantezza: a volte è semplicemente lo sporco depositato sotto le pietre a rendere il gioiello più opaco.
Terminata la pulizia, risciacqua bene il gioiello per eliminare ogni residuo di sapone e asciugalo completamente con un panno morbido prima di indossarlo o riporlo.
Attenzione però alle pietre. Non tutti i gioielli possono essere trattati allo stesso modo. Perle, coralli, turchesi, opali e altre gemme delicate o porose richiedono maggiori precauzioni. Anche pietre o decorazioni fissate con colle possono rendere sconsigliabile l'immersione in acqua. Se non sai come è stato realizzato il gioiello, è meglio limitarsi alla pulizia superficiale o chiedere consiglio a un laboratorio orafo.
Come pulire l'argento annerito
Se acqua e sapone eliminano lo sporco ma il gioiello continua a presentare zone scure, probabilmente non si tratta più soltanto di residui superficiali. È il normale annerimento dell'argento e in questo caso può essere necessario utilizzare un panno specifico per la pulizia dell'argento o un prodotto formulato appositamente per questo metallo.
I panni per argento sono impregnati con sostanze che aiutano a rimuovere la patina scura dalla superficie e sono generalmente una soluzione più controllabile rispetto ai tanti rimedi casalinghi che si trovano online.
Anche in questo caso bisogna però fare attenzione: se il gioiello è volutamente brunito, presenta finiture particolari oppure è dorato o rodiato, una pulizia troppo energica può modificare la finitura superficiale. Non tutto ciò che appare nero su un gioiello deve necessariamente essere rimosso.
Pulire l'argento con il bicarbonato: funziona davvero?
Il bicarbonato è probabilmente uno dei rimedi più citati quando si parla di come pulire l'argento a casa. Il problema è che spesso vengono messe insieme procedure molto diverse.
Preparare semplicemente una pasta di bicarbonato e acqua e strofinarla sul gioiello significa utilizzare il bicarbonato soprattutto come abrasivo. Può quindi rimuovere parte della patina superficiale, ma proprio per questo può anche produrre micrograffi, soprattutto sulle superfici molto lucide. Non è il metodo che consigliamo per la normale manutenzione di un gioiello.
Diverso è il noto procedimento che utilizza bicarbonato, acqua calda e alluminio. In quel caso non si tratta semplicemente di "lavare" l'argento con il bicarbonato: si sfrutta una reazione elettrochimica che può rimuovere parte dell'annerimento. È un procedimento interessante dal punto di vista chimico, ma non significa che sia adatto indistintamente a qualsiasi gioiello.
Un gioiello può avere pietre, saldature, trattamenti superficiali, parti brunite o una placcatura che richiedono maggiori precauzioni. Per questo, quando si tratta di un oggetto a cui tieni, è preferibile utilizzare un metodo di pulizia semplice e controllabile invece di affidarsi automaticamente a un rimedio casalingo.
Pulire l'argento con il dentifricio: è una buona idea?
Anche il dentifricio viene spesso consigliato per lucidare l'argento. Può sembrare efficace perché molte paste dentifricie hanno una certa azione abrasiva e, strofinando, riescono effettivamente a rimuovere parte della patina superficiale.
Il problema è proprio questo: non tutti i dentifrici hanno la stessa composizione e lo stesso grado di abrasività. Prodotti sbiancanti, antitartaro, contenenti carbone o particelle abrasive possono lasciare sulla superficie del metallo una fitta rete di piccoli graffi, particolarmente visibili su un gioiello lucidato a specchio.
Per questo motivo il dentifricio non è una soluzione che consigliamo. Il fatto che dopo aver strofinato il gioiello sembri più pulito non significa necessariamente che il trattamento gli abbia fatto bene.
Perché l'argento diventa nero?
Si parla comunemente di "ossidazione dell'argento", ma il fenomeno che produce il tipico annerimento è legato soprattutto alla reazione dell'argento con composti contenenti zolfo presenti nell'ambiente, che porta alla formazione superficiale di solfuro d'argento, di colore scuro.
Questo significa soprattutto una cosa: un gioiello che diventa nero non è necessariamente un gioiello di cattiva qualità. Anche un buon argento 925 può annerire.
La velocità con cui questo avviene può cambiare moltissimo. Dipende dall'ambiente in cui il gioiello viene conservato, dalla frequenza con cui viene utilizzato e dalle sostanze con cui entra in contatto. Profumi, cosmetici, creme, sudore e prodotti utilizzati quotidianamente possono contribuire ad accelerare l'alterazione della superficie.
Per questo due gioielli apparentemente simili possono comportarsi in maniera molto diversa: uno può rimanere brillante per molto tempo mentre un altro può scurirsi rapidamente. L'annerimento, da solo, non permette quindi di stabilire la qualità dell'argento.
Argento 925 che diventa nero: significa che non è vero argento?
No. È probabilmente uno degli equivoci più comuni. La sigla 925 indica una lega composta per il 92,5% da argento, mentre la parte restante è costituita da altri metalli necessari a conferire alla lega caratteristiche più adatte alla realizzazione di gioielli.
L'argento puro, infatti, è relativamente morbido e per questo in gioielleria viene normalmente utilizzato in lega. Il fatto che un oggetto in argento 925 annerisca non dimostra quindi che sia falso: l'alterazione della superficie è perfettamente compatibile con un gioiello in vero argento.
Quando la pulizia dell'argento non basta più?
Pulire e lucidare sono due cose diverse. La pulizia elimina sporco e residui superficiali; la lucidatura interviene invece sui piccoli segni e sull'aspetto della superficie del metallo.
Se un anello è pieno di graffi, se una superficie originariamente lucida è diventata opaca oppure se una doratura si è consumata, continuare a strofinare o provare prodotti più aggressivi non risolve il problema e può anzi peggiorarlo.
In questi casi è il momento di rivolgersi a un laboratorio orafo. Con gli strumenti e i trattamenti adeguati è possibile rilucidare l'argento, ripristinare alcune finiture superficiali ed effettuare nuovamente rodiature, dorature o placcature, quando le caratteristiche del gioiello lo consentono.
Come pulire l'argento dorato senza rovinarlo
L'argento è naturalmente bianco, ma attraverso un trattamento galvanico può essere rivestito con uno strato superficiale che gli conferisce il colore dell'oro giallo, dell'oro rosa o altre finiture.
Quando pulisci un gioiello in argento dorato devi quindi ricordare che non stai pulendo direttamente l'argento: stai intervenendo sulla sottilissima finitura che lo ricopre. Per questo sono da evitare prodotti abrasivi, paste lucidanti, bicarbonato, dentifricio e sfregamenti energici.
Per la normale manutenzione è preferibile utilizzare semplicemente un panno molto morbido e, quando le caratteristiche del gioiello lo permettono, acqua tiepida con poco sapone delicato. L'obiettivo è rimuovere lo sporco senza consumare inutilmente la doratura.
Perché l'argento dorato perde colore?
La doratura non trasforma l'argento in oro: crea un rivestimento superficiale. Con l'utilizzo questo strato è inevitabilmente sottoposto a sfregamento e usura e può progressivamente assottigliarsi fino a lasciare intravedere il colore bianco dell'argento sottostante.
Quanto dura una doratura? Non esiste una risposta valida per tutti i gioielli. Dipende dallo spessore e dal tipo di trattamento, ma soprattutto da come viene utilizzato l'oggetto. Un paio di orecchini può conservare il proprio colore molto a lungo perché subisce poco sfregamento; un anello, invece, entra continuamente in contatto con mani, superfici, acqua e oggetti e tende quindi a mostrare prima i segni dell'usura.
Anche attività apparentemente innocue possono fare una grande differenza: sabbia, lavori manuali e sfregamenti continui possono consumare rapidamente una finitura superficiale.
Quando la doratura è ormai consumata non esiste un metodo di pulizia capace di farla ricomparire. Il gioiello deve essere preparato nuovamente e sottoposto a una nuova doratura o rosatura in laboratorio. In molti casi questo permette di recuperare un gioiello molto usato e riportarlo a un aspetto vicino a quello originale.
In breve: come mantenere puliti i gioielli in argento
Per la manutenzione quotidiana dell'argento vale una regola molto semplice: meglio pulire poco e spesso che intervenire in modo aggressivo quando il gioiello è ormai molto annerito.
Un panno morbido dopo l'utilizzo, meno contatto possibile con profumi e cosmetici, una corretta conservazione e una pulizia periodica con acqua tiepida e sapone delicato sono sufficienti nella maggior parte dei casi.
Bicarbonato, dentifricio e altri rimedi casalinghi possono sembrare scorciatoie efficaci, ma su un gioiello non sai sempre quale finitura, trattamento o sistema di fissaggio stai trattando. Se la normale pulizia non è più sufficiente, è generalmente preferibile intervenire in laboratorio piuttosto che aumentare progressivamente l'aggressività dei prodotti utilizzati a casa.
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